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	<title>Agrycult.com &#187; polenta</title>
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		<title>Come alla Basia si fa selezione per ottenere una polenta più buona.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 17:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Parona</dc:creator>
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Ormai è passata già qualche settimana da quando ci siamo trovati a selezionare le pannocchie migliori per la nuova semina del mais con il quale otteniamo &#8211; anzi, sarebbe meglio dire: otterremo, in futuro, e poi vi spiego perché &#8211; la Tipica Polenta del Lago di Garda. Anche la semina è stata fatta e ora non ci resta che attenderne i frutti, ma ci piace ugualmente raccontarvi un pomeriggio di lavoro speciale, che ci permetterà di fare una polenta ancora più buona.
Dovete sapere che la nostra polenta è ottenuta oggi ...]]></description>
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<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrycult.com%2F2010%2F06%2Fcome-alla-basia-si-fa-selezione-per-ottenere-una-polenta-piu-buona%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/05/mais.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1339" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/05/mais.jpg" alt="" width="582" height="200" /></a></p>
<p>Ormai è passata già qualche settimana da quando ci siamo trovati a selezionare le pannocchie migliori per la nuova semina del mais con il quale otteniamo &#8211; anzi, sarebbe meglio dire: otterremo, in futuro, e poi vi spiego perché &#8211; <a href="http://www.labasia.it/prodotti_polenta.htm" target="_blank">la Tipica Polenta del Lago di Garda</a>. Anche la semina è stata fatta e ora non ci resta che attenderne i frutti, ma ci piace ugualmente raccontarvi un pomeriggio di lavoro speciale, che ci permetterà di fare una polenta ancora più buona.</p>
<p>Dovete sapere che la nostra polenta è ottenuta oggi da una miscela di due diverse varietà di mais con caratteristiche simili. Abbiamo scelto di usare queste particolari varietà vitree, diffuse tempo fa nel nostro territorio ed ora quasi scomparse, perché danno una polenta dolce, cremosa e molto saporita. A queste due varietà ne sarà aggiunta &#8211; quando sarà possibile &#8211; una terza, che si chiama <strong><em>Ottofile rosso</em></strong> (trovate <a href="http://www.amicidelgusto.it/i?pos=Prodotti/Farina%20e%20Cereali/Formentone%20Ottofile" target="_blank">qui</a> qualche cenno sulle sue caratteristiche &#8211; via amicidelgusto.it). Si tratta di una varietà antica di mais, che non si trova in commercio: l&#8217;unico modo per noi di poterla lavorare consiste nel conservare la semente dall&#8217;anno precedente. Per questo stiamo lavorando da anni alla selezione di questa semente.</p>
<p>Quel pomeriggio, su nel fienile della <a href="http://www.labasia.it" target="_blank">Basia</a>, c&#8217;era Stefano, l&#8217;iniziatore dell&#8217;intero progetto, c&#8217;era suo padre, dal quale Stefano ha ereditato la passione ed il mestiere di trebbiatore, c&#8217;erano Arturo, Gianni, Giulio &#8211; l&#8217;agronomo: il tecnico della Cooperativa, mia madre Elena ed io.</p>
<p><strong><em>In cosa consiste il lavoro? </em></strong>Di una piccola estensione di <em>Ottofile </em>seminata lo scorso anno si è conservato il raccolto: le pannocchie migliori, le più belle, più sane e dalle caratteristiche varietali più definite, scelte una ad una in mezzo al mucchio, sono quelle con cui verrà seminato quest&#8217;anno un appezzamento un po&#8217; più grande. In questo modo, di anno in anno, si ottiene una quantità maggiore di semente di migliore qualità, fino a che sarà possibile averne a sufficienza e di adeguata qualità per poterla utilizzare anche nella produzione. Questo stesso processo è stato adottato per ottenere le sementi delle altre due varietà. La Basia è stata scelta in particolare come luogo adatto a questo lavoro di selezione perché l&#8217;estensione e l&#8217;ambiente incontaminato all&#8217;interno dei quali sorge la nostra azienda permettono di garantire dei margini di confine sufficientemente ampi tra una coltivazione e l&#8217;altra, tanto da impedire che altre colture di mais di varietà differenti possano andare ad ibridarsi con questa, che stiamo cercando di mantenere il più possibile pura.</p>
<p>Ogni anno dunque, accanto alle lavorazioni agricole e di trasformazione (che si svolgono nell&#8217;<a href="http://www.labasia.it/gallery_mulino.htm" target="_blank">antico mulino a pietra</a>), che ci permettono di ottenere il prodotto finale, svolgiamo questo lavoro di selezione perché vogliamo ottenere in futuro un prodotto ancora più buono e più tipico. In questo modo il nostro lavoro permette anche di conservare il patrimonio varietale della nostra zona di produzione, tutelando la biodiversità e la sopravvivenza di specie vegetali, di sapori e di tradizioni che nelle nostre terre del Garda affondano le proprie radici.</p>
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		<title>La Basia. Il significato di un nome</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Parona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agry..cultura & Agry..gnoranza]]></category>
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Presso gli antichi era diffusa la credenza che il nome di una cosa ne descrivesse l&#8217;essenza.
Basia (bàsia, con l&#8217;accento sulla &#8220;a&#8221;) è il nome col quale tradizionalmente è conosciuta la località dove si trova la nostra azienda. Tradizionalmente cioè molto prima che l&#8217;azienda vi nascesse, ormai più di trent&#8217;anni fa.
Questo luogo prende il nome da un oggetto molto comune nella cultura e nelle abitudini popolari e contadine: nel dialetto locale infatti il nome bàsia indica una sorta di grande contenitore cavo dal quale si serviva il cibo. Una zuppiera, o ...]]></description>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/03/La-Basia-foto-conca.jpg"><img class="size-full wp-image-918  aligncenter" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/03/La-Basia-foto-conca.jpg" alt="" width="480" height="319" /></a></p>
<p><em>Presso gli antichi era diffusa la credenza che il nome di una cosa ne descrivesse l&#8217;essenza.</em></p>
<p><em>Basia</em> (<em>bàsia</em>, con l&#8217;accento sulla &#8220;a&#8221;) è il nome col quale tradizionalmente è conosciuta la località dove si trova la nostra azienda. Tradizionalmente cioè molto prima che l&#8217;azienda vi nascesse, ormai più di trent&#8217;anni fa.</p>
<p>Questo luogo prende il nome da un oggetto molto comune nella cultura e nelle abitudini popolari e contadine: nel dialetto locale infatti il nome <em>bàsia</em> indica una sorta di grande contenitore cavo dal quale si serviva il cibo. Una zuppiera, o un&#8217;insalatiera, potremmo dire oggi. Lo stesso sostantivo è diffuso in gran parte della pianura lombarda &#8211; dalle nostre zone bresciane, fino al territorio di Pavia &#8211; secondo diverse varianti: <em>bàsla</em>, <em>bàsgia</em>, <em>bàrgia</em>&#8230; Tutte stanno comunque ad indicare questo tipo di contenitore.</p>
<p>Pare sia proprio la conformazione del luogo, con la sua ampia conca sormontata da vigneti e uliveti, ad aver dato il nome alla località: un&#8217;ampia conca che ricorda una <em>bàsia</em>, un contenitore per il cibo. Per un cibo semplice, spesso un cibo povero, contadino. Come la polenta, ad esempio.</p>
<p>E chissà che significato avrà&#8230; se proprio in questa conca, qui alla Basia, da qualche tempo nasce <a href="http://www.labasia.it/prodotti_polenta.htm" target="_blank">una polenta speciale</a>&#8230; Chissà che gli antichi non avessero in fondo un po&#8217; ragione, se oggi <a href="http://www.labasia.it" target="_blank">La Basia</a>, con la sua grande conca, è diventata il grande contenitore di <a href="http://www.labasia.it/prodotti.htm" target="_blank">tanti cibi buoni e onesti</a>, coltivati e lavorati con cura e con passione.</p>
<p>Alla prossima!</p>
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