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	<title>Agrycult.com &#187; contadini</title>
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	<description>A lively farmer market. Online.</description>
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		<title>Agrycult is back!</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 14:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Castelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agrycult torna ad una nuova vita. Con l'avvento dell'estate abbiamo deciso di riprendere quanto di buono è stato fatto fino ad ora e di non lasciare che esso andasse perso. Abbiamo in cantiere una serie di iniziative che potranno contribuire a raccontare le emozioni di chi, come noi, vive quotidianamente a contatto con la propria terra. La terra dei piccoli produttori agricoli, la terra degli agry-cultori. ]]></description>
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<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrycult.com%2F2011%2F04%2Fagrycult-is-back%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<div id="_mcePaste">Il progetto <strong>Agrycult</strong> riprende quota! Il piacevole venticello che annuncia l’arrivo della stagione estiva coincide con la ripresa dei lavori di Agrycult. Abbiamo deciso di non buttare via quanto di buono è stato fatto fin’ora e di riprendere con più forza e passione da dove ci eravamo lasciati.</div>
<div><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/04/agrycult_is_back.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2820" title="agrycult_is_back" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/04/agrycult_is_back.jpg" alt="Agrycult is back!" width="144" height="231" /></a>Siamo convinti, ed oggi ancora di più, che la nostra <strong>passione</strong> per la terra e per i frutti che essa ci dona debba essere comunicata, trasmessa e tramandata. Questo è il nostro credo, la nostra professione, l’obiettivo di creare il <strong>km zero</strong> della comunicazione tra produttore e consumatore. Qualsiasi prodotto che la terra ci offre è il frutto di tanta cura, passione e perseveranza che i nostri produttori, giorno dopo giorno, impiegano nel loro lavoro. Abbiamo voglia di raccontare storie, le vostre storie. Fuori dalla logica delle grosse produzioni e della grande distribuzione, perchè in ogni prodotto di ogni <strong>piccolo coltivatore</strong> ci sono infinite emozioni e noi di queste vogliamo rendervi partecipi.</div>
<div>Agrycult vuole diventare un’<strong>antologia di racconti</strong>. Con il supporto del web 2.0 abbiamo intenzione di rilanciare la nostra comunicazione con strumenti leggeri ed economici che permettono, se sfruttati al meglio, di raggiungere il maggior numero possibile di persone. Nuovi eventi e nuove iniziative “virali” contribuiranno a veicolare i nostri prodotti sulla coda lunga del web con l’obiettivo di raggiungere clienti che sappiano dare il giusto valore ai nostri prodotti. A breve ricontatteremo tutti i nostri vecchi sostenitori e cercheremo di aggregarne di nuovi con l’obiettivo di ridare slancio alla nostra immagine, ai nostri valori ed alla nostra comunità.</div>
<div>Abbiamo già un paio di iniziative in cantiere mentre altre verranno comunicate a breve, per cui restate connessi e continuate a seguirci.</div>
<div id="_mcePaste">A Presto!</div>
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		<title>Che fine abbiamo fatto?</title>
		<link>http://www.agrycult.com/2011/03/che-fine-abbiamo-fatto/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 18:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Parona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Az. Agr. La Basia]]></category>
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È parecchio tempo che non ci facciamo più vivi sulle pagine di agrycult.. Che fine abbiamo fatto? Che cosa è successo alla Basia in tutto questo tempo? Beh!.. Un po&#8217; di cose sono successe e un po&#8217; di cose si muovono &#8220;sotterraneamente&#8221;: adesso proviamo a farvene un breve riassunto.
In campagna l&#8217;inverno ci ha fatto qualche sorpresa: le piogge hanno alzato il livello del nostro laghetto in modo davvero incredibile; il gelo poi ha fatto il resto, e il risultato si può vedere nella foto qui sotto, con i fusti degli ...]]></description>
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<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrycult.com%2F2011%2F03%2Fche-fine-abbiamo-fatto%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>È parecchio tempo che non ci facciamo più vivi sulle pagine di agrycult.. Che fine abbiamo fatto? Che cosa è successo alla Basia in tutto questo tempo? Beh!.. Un po&#8217; di cose sono successe e un po&#8217; di cose si muovono &#8220;sotterraneamente&#8221;: adesso proviamo a farvene un breve riassunto.</p>
<p>In campagna l&#8217;inverno ci ha fatto qualche sorpresa: le piogge hanno alzato il livello del nostro laghetto in modo davvero incredibile; il gelo poi ha fatto il resto, e il risultato si può vedere nella foto qui sotto, con i fusti degli alberi stretti in una morsa di ghiaccio!</p>
<p><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/03/freezing-basia-min.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2800" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/03/freezing-basia-min.jpg" alt="" width="200" height="267" /></a></p>
<p>Nei vigneti per fortuna tutto procede per il meglio: abbiamo ultimato da poco il lavoro invernale di potatura e legatura dei tralci; ora aspettiamo con pazienza di veder schiudere le prime gemme. <em><a href="http://www.labasia.it/gallery_lavori%20nel%20vigneto.htm" target="_blank">Nell&#8217;attesa potete sfogliare sul nostro sito una piccola galleria di foto.</a></em><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/03/la-basia-il-vigneto_03.jpg"></a></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2011/03/la-basia-il-vigneto_03.jpg"><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/03/la-basia-il-vigneto_03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2801" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2011/03/la-basia-il-vigneto_03-e1299868534289.jpg" alt="" width="540" height="199" /></a></a></p>
<p>Da qualche settimana poi abbiamo imbottigliato l&#8217;annata 2010 del nostro <a href="http://www.labasia.it/prodotti1.htm" target="_blank">Chiaretto <em>La Moglie Ubriaca</em></a>, che ovviamente saremmo felici di invitarvi ad assaggiare! Ma la novità a questo giro è la scatola, completamente rinnovata. <em><a href="http://www.labasia.it/gallery_chiaretto%20la%20moglie%20ubriaca%202010.htm" target="_blank">Potete dare un&#8217;occhiata qui: speriamo che vi piaccia!</a></em> Intanto noi ci prepariamo a dare una &#8220;rinfrescata&#8221; anche al resto della nostra immagine e presto arriveranno altre novità.</p>
<p>A presto!</p>
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		<title>Diradare, Sfogliare&#8230; Perché? (2)</title>
		<link>http://www.agrycult.com/2010/09/diradare-sfogliare-perche-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 10:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Parona</dc:creator>
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Nel nostro ultimo post vi abbiamo raccontato come alla Basia limitiamo la produzione dei nostri vigneti per ottenere frutti di migliore qualità. In questo post proviamo a spiegarvi in che modo possiamo ridurre o eliminare il ricorso a trattamenti in vigna nelle ultime e delicate settimane prima della vendemmia, sfogliando la vegetazione in prossimità dei grappoli.

Sfogliare significa alleggerire e sfoltire la vegetazione che si trova vicino ai frutti, semplicemente eliminando alcune foglie (foto). Questo permette di mantenere una migliore aerazione in prossimità dei grappoli, impedendo che vi si accumuli umidità ...]]></description>
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<p>Nel nostro <a href="http://www.agrycult.com/2010/08/diradare-sfogliare-perche-1/" target="_blank">ultimo post</a> vi abbiamo raccontato come alla <a href="http://www.labasia.it" target="_blank">Basia</a> limitiamo la produzione dei nostri vigneti per ottenere frutti di migliore qualità. In questo post proviamo a spiegarvi in che modo possiamo ridurre o eliminare il ricorso a trattamenti in vigna nelle ultime e delicate settimane prima della vendemmia, sfogliando la vegetazione in prossimità dei grappoli.</p>
<p><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/09/diradamento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2343" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/09/diradamento.jpg" alt="" width="610" height="200" /></a></p>
<p>Sfogliare significa alleggerire e sfoltire la vegetazione che si trova vicino ai frutti, semplicemente eliminando alcune foglie (<em>foto</em>). Questo permette di <strong>mantenere una migliore aerazione in prossimità dei grappoli, impedendo che vi si accumuli umidità che potrebbe favorire la comparsa di muffe</strong>.</p>
<p>Questo lavoro ha inizio dopo che il frutto ha iniziato a prendere colore e necessita di qualche attenzione: bisogna evitare infatti che il grappolo rimanga troppo esposto alla luce diretta ed al calore del sole estivo, che potrebbero &#8211; per dirla in un modo un po&#8217; metaforico &#8211; &#8220;bruciare&#8221; i profumi del frutto e rendere gli aromi del vino meno intensi e più grossolani.</p>
<p>Con questo accorgimento <strong>possiamo ridurre o eliminare del tutto l&#8217;intervento in vigna con dei trattamenti</strong> che, in particolare a ridosso della vendemmia, potrebbero inquinare la naturalità del nostro prodotto. Certo è un lavoro lungo, che richiede attenzione e cura, ma siamo convinti che ne valga la pena! (Soprattutto se &#8211; come in questi giorni qui dalle nostre parti &#8211; la pioggia inizia a battere di frequente&#8230;)</p>
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		<title>Provate a prenderci!</title>
		<link>http://www.agrycult.com/2010/04/provate-a-prenderci/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 19:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Parona</dc:creator>
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Giorni intensi questi ultimi alla Basia: al Centro Ippico Predefitte (il nostro maneggio) si tirano le fila della giornata di festa con la quale la domenica passata abbiamo salutato la Primavera, con il concorso di salto che ha visto un gran numero di partecipanti e sostenitori entusiasti (presto le foto sul nostro sito), a conclusione del quale vinti e vincitori si sono immancabilmente festeggiati a pane e salamelle.
In vigna il nostro Arturo &#8211; che presto troveremo occasione di presentare &#8211; ha concluso i lavori di legatura delle viti, e sotto ...]]></description>
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<p><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/03/100330_la-basia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1125" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/03/100330_la-basia.jpg" alt="la basia" width="535" height="400" /></a></p>
<p>Giorni intensi questi ultimi alla <a href="http://www.labasia.it" target="_blank">Basia</a>: al <a href="http://www.labasia.it/centro_ippico.htm" target="_blank">Centro Ippico Predefitte</a> (il nostro maneggio) si tirano le fila della giornata di festa con la quale la domenica passata abbiamo salutato la Primavera, con il concorso di salto che ha visto un gran numero di partecipanti e sostenitori entusiasti (presto le foto sul nostro sito), a conclusione del quale vinti e vincitori si sono immancabilmente festeggiati a pane e salamelle.</p>
<p>In vigna il nostro Arturo &#8211; che presto troveremo occasione di presentare &#8211; ha concluso i lavori di legatura delle viti, e sotto il sole che ha rischiarato le ultime settimane ha già preso un bel colore!</p>
<p>Mia mamma Elena ed io che vi scrivo abbiamo invece da pochi giorni fatto ritorno dalla Germania, dove per la prima volta siamo andati a presentare i nostri vini alla grande rassegna di settore <a href="http://www.prowein.com/" target="_blank">ProWein</a> di Düsseldorf, fieri ambasciatori del Garda in terra straniera!</p>
<p>Insomma: molto si muove! Provate a prenderci!<br />
A presto su agrycult.com</p>
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		<title>La Basia. Il significato di un nome</title>
		<link>http://www.agrycult.com/2010/03/la-basia-il-significato-di-un-nome/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Parona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agry..cultura & Agry..gnoranza]]></category>
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Presso gli antichi era diffusa la credenza che il nome di una cosa ne descrivesse l&#8217;essenza.
Basia (bàsia, con l&#8217;accento sulla &#8220;a&#8221;) è il nome col quale tradizionalmente è conosciuta la località dove si trova la nostra azienda. Tradizionalmente cioè molto prima che l&#8217;azienda vi nascesse, ormai più di trent&#8217;anni fa.
Questo luogo prende il nome da un oggetto molto comune nella cultura e nelle abitudini popolari e contadine: nel dialetto locale infatti il nome bàsia indica una sorta di grande contenitore cavo dal quale si serviva il cibo. Una zuppiera, o ...]]></description>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/03/La-Basia-foto-conca.jpg"><img class="size-full wp-image-918  aligncenter" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/03/La-Basia-foto-conca.jpg" alt="" width="480" height="319" /></a></p>
<p><em>Presso gli antichi era diffusa la credenza che il nome di una cosa ne descrivesse l&#8217;essenza.</em></p>
<p><em>Basia</em> (<em>bàsia</em>, con l&#8217;accento sulla &#8220;a&#8221;) è il nome col quale tradizionalmente è conosciuta la località dove si trova la nostra azienda. Tradizionalmente cioè molto prima che l&#8217;azienda vi nascesse, ormai più di trent&#8217;anni fa.</p>
<p>Questo luogo prende il nome da un oggetto molto comune nella cultura e nelle abitudini popolari e contadine: nel dialetto locale infatti il nome <em>bàsia</em> indica una sorta di grande contenitore cavo dal quale si serviva il cibo. Una zuppiera, o un&#8217;insalatiera, potremmo dire oggi. Lo stesso sostantivo è diffuso in gran parte della pianura lombarda &#8211; dalle nostre zone bresciane, fino al territorio di Pavia &#8211; secondo diverse varianti: <em>bàsla</em>, <em>bàsgia</em>, <em>bàrgia</em>&#8230; Tutte stanno comunque ad indicare questo tipo di contenitore.</p>
<p>Pare sia proprio la conformazione del luogo, con la sua ampia conca sormontata da vigneti e uliveti, ad aver dato il nome alla località: un&#8217;ampia conca che ricorda una <em>bàsia</em>, un contenitore per il cibo. Per un cibo semplice, spesso un cibo povero, contadino. Come la polenta, ad esempio.</p>
<p>E chissà che significato avrà&#8230; se proprio in questa conca, qui alla Basia, da qualche tempo nasce <a href="http://www.labasia.it/prodotti_polenta.htm" target="_blank">una polenta speciale</a>&#8230; Chissà che gli antichi non avessero in fondo un po&#8217; ragione, se oggi <a href="http://www.labasia.it" target="_blank">La Basia</a>, con la sua grande conca, è diventata il grande contenitore di <a href="http://www.labasia.it/prodotti.htm" target="_blank">tanti cibi buoni e onesti</a>, coltivati e lavorati con cura e con passione.</p>
<p>Alla prossima!</p>
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		<title>Il nostro  Farmer Store</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 11:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Travaglini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contadini Agrycult]]></category>
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		<category><![CDATA[farmer store]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[

Ormai sapete che agrycult.com è un luogo dove raccogliamo le esperienze e le passioni dei contadini che hanno scelto con noi di coltivare quella che abbiamo definito la particella 2.0 della parte agricola della rete.
L’obiettivo è quello di aggregare intorno a questo fazzoletto di web la community delle persone  attente a ciò che mangiano, curiose, aperte. Come noi contadini di agrycult.com.
Qui condivideremo il nostro lavoro quotidiano e la nostra passione  ma&#8230;.. siccome non si porta avanti un’azienda a chiacchiere  
dobbiamo  cercare di vendere quello che con passione produciamo ogni giorno!
In agrycult.com ...]]></description>
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<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrycult.com%2F2010%2F02%2Fil-nostro-farmer-store-2%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/02/foto-farmer-foods.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-747" title="foto farmer foods" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/02/foto-farmer-foods.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Ormai sapete che <a href="http://agrycult.com">agrycult.com</a> è un luogo dove raccogliamo le esperienze e le passioni dei contadini che hanno scelto con noi di coltivare quella che abbiamo definito la <a href="http://www.agrycult.com/2010/02/chilometri-zero/">particella 2.0 della parte agricola della rete.</a></p>
<p>L’obiettivo è quello di aggregare intorno a questo fazzoletto di web la community delle persone  attente a ciò che mangiano, curiose, aperte. Come noi contadini di agrycult.com.</p>
<p>Qui condivideremo il nostro lavoro quotidiano e la nostra passione  ma&#8230;.. siccome non si porta avanti un’azienda a chiacchiere <img src='http://www.agrycult.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>dobbiamo  cercare di vendere quello che con passione produciamo ogni giorno!</p>
<p>In agrycult.com stiamo costruendo il nostro farmer store e nel farlo, ci ispireremo al modello chiamato CSA, community supported agrycolture: una comunità che supporta …l’agrycoltura.</p>
<p>E si perché una certa agricoltura, quella che fa pochi numeri  ma tanta qualità, LA qualità italiana, soprattutto in questo momento, ha bisogno di una community che la supporta..</p>
<p>Successe   negli anni ’50  a delle contadine giapponesi che per cercare di evitare lo spopolamento dei piccoli villaggi rurali dai quali i propri figli non avevano altra scelta che quella di fuggire in città, si inventarono la CSA.</p>
<p>…e ci riuscirono!</p>
<p>Aprirono le loro campagne agli abitanti delle città vicine, la domenica ed il sabato erano giorni di raccolta e quindi tutti in campagna a respirare aria pura ed a raccogliere le verdure necessarie al fabbisogno della settimana successiva.  Negli USA questo modello ha preso sempre più piede ed oggi  sono  migliaia le aziende che basano gran parte del loro reddito su questo modello distributivo.</p>
<p>Redditi agricoli ai minimi termini…&#8230;spopolamento delle campagne&#8230;….community&#8230;…bisogno di trasparenza e di conoscere la faccia dei produttori&#8230;.</p>
<p>Questi sono gli ingredienti che  purtroppo  tornati ad essere indispensabili per la sopravvivenza dell’agricoltura di qualità, dell’agrYcoltura.</p>
<p>A questi fattori si è aggiunto il bisogno di mangiar sano e consapevole.</p>
<p>Stiamo lavorando al  primo test nel nostro farmer store.</p>
<p>Prestissimo sarà on line la prima WCSA:  Web Community Supported Agricolture!!</p>
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		<title>I &#8220;contadini&#8221; secondo McDonald&#8217;s</title>
		<link>http://www.agrycult.com/2010/02/i-contadini-secondo-mcdonalds/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Vitale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agry..cultura & Agry..gnoranza]]></category>
		<category><![CDATA[Contadini Agrycult]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[contadini]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Zaia]]></category>
		<category><![CDATA[McDonald]]></category>
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Il McAsiago
Ieri ho scritto del McItaly, il nuovo panino McDonald&#8217;s che, secondo quanto asserito dalla propaganda pubblicitaria, porterebbe benefici ai &#8220;contadini&#8221; italiani (assioma n. 2, ricordate?).
Bene, al riguardo avrei qualche domanda alla quali vorrei cercare (insieme a voi) di rispondere: chi sono i &#8220;contadini&#8221; di cui parlano Zaia e McDonald&#8217;s ? Chi è che ci guadagna dall&#8217;operazione?
Un indizio che i &#8220;contadini&#8221; di McDonald&#8217;s non sono quelli che abbiamo in mente noi e voi,  ci arriva per fortuna dalle stesse  parole del ministro. Ascoltate quest&#8217;altro estratto dell&#8217;intervista, in cui il Ministro risponde ...]]></description>
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<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrycult.com%2F2010%2F02%2Fi-contadini-secondo-mcdonalds%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<h5 style="text-align: center;"><a href="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/02/McAsiago.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-645" title="McAsiago" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/02/McAsiago.jpg" alt="McDonald's italia" width="576" height="324" /></a><em><strong>Il McAsiago</strong></em></h5>
<p>Ieri <a href="http://www.agrycult.com/2010/02/buon-appetito-ministro-zaia/">ho scritto del McItaly</a>, il nuovo panino McDonald&#8217;s che, secondo quanto asserito dalla propaganda pubblicitaria, porterebbe benefici ai &#8220;contadini&#8221; italiani (assioma n. 2, <a href="http://www.agrycult.com/2010/02/buon-appetito-ministro-zaia/">ricordate</a>?).</p>
<p>Bene, al riguardo avrei qualche domanda alla quali vorrei cercare (insieme a voi) di rispondere: chi sono i &#8220;contadini&#8221; di cui parlano Zaia e McDonald&#8217;s ? Chi è che ci guadagna dall&#8217;operazione?</p>
<p>Un indizio che i &#8220;contadini&#8221; di McDonald&#8217;s non sono quelli che abbiamo in mente noi e voi,  ci arriva per fortuna dalle stesse  parole del ministro. Ascoltate quest&#8217;altro estratto dell&#8217;intervista, in cui il Ministro risponde a una mail che contesta l&#8217;assioma n. 2 (premete play):</p>
<p><object style="width: 200px; height: 100px;" classid="clsid:cfcdaa03-8be4-11cf-b84b-0020afbbccfa" width="200" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/02/zaia-si-smentisce.mp3" /><embed style="width: 200px; height: 100px;" type="audio/x-pn-realaudio-plugin" width="200" height="100" src="http://www.agrycult.com/wp-content/uploads/2010/02/zaia-si-smentisce.mp3"></embed></object></p>
<p>Sentito? Ora cominciamo a capire.</p>
<p>I &#8220;contadini&#8221;, quelli che secondo il ministro ci guadagnano, non sono la stragrande maggioranza dei contadini italiani, quelli che hanno piccole aziende, e che ammettiamolo, dice Zaia, non hanno nessuna possibilità di vendere alla grande distribuzione. No.</p>
<p>A guadagnarci sono gli unici interlocutori con cui le multinazionali (come McDonald&#8217;s) possono interagire: i grandi distributori, i grossisti, magari multinazionali.</p>
<p>Gli stessi, per intenderci, che contribuiscono a creare quella diabolica filiera per cui delle 3 euro  che paghiamo per l&#8217;albicocca al banco, solo 20 centesimi vanno all&#8217;agricoltore che l&#8217;ha coltivata. Quel meccanismo perverso per cui dei <a href="http://www.diigo.com/09jwt">120 miliardi di euro l’anno spesi dai consumatori</a> italiani nell’acquisto di prodotti alimentari ben 58 miliardi vanno al commercio e ai servizi, 37 all’industria alimentare e solo 25 alle imprese agricole.</p>
<p>E in effetti andando a indagare su internet troviamo desolanti conferme di tutto ciò. E non c&#8217;è bisogno di cercare siti underground o di contestatori no-global: basta visitare <a href="http://www.persapernedipiu.info/">il sito di McDonald&#8217;s,</a> che la stessa multinazionale indica come punto di riferimento per informarsi sulla tracciabilità dei suoi prodotti.</p>
<p>E di quali &#8220;contadini&#8221; troviamo le tracce? Di questi:</p>
<p>- <a href="http://www.stesi.it/ita/pdf/ch/EAST%20BALT_SILWA_CASE_HISTORY.pdf">East Balt inc</a>: fornitore storico del pane McDonald&#8217;s, che possiede 19 panifici industriali sparsi per il mondo, con cui rifornisce i panini McDonald&#8217;s. Dal sito si legge che solo lo stabilimento italiano produce 1 milione di panini al giorno(!). Con quale grano non lo dice.</p>
<p>- <a href="http://www.eisberg.com/index.php?id=15&amp;L=1">Eisberg</a>: la più grande multinazionale della verdura per l&#8217;europa centrale e dell&#8217;est. Conta 400 dipendenti e cinque stabilimenti sparsi in Svizzera, Italia, Ungheria, Romania, Polonia e un centro acquisti in Spagna.</p>
<p>- <a href="http://portale.inalca.it/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hQM1NDYzcPIwMLH1NnA6OQUC9v1-BAIwMDA_1wkA4kFf6WFuYGRgEhQW7Bpr5gFWB5AxzA0UDfzyM_N1W_IDs7zdFRUREAnEhCsw!!/dl2/d1/L0lDU0lKSWdra0EhIS9JTlJBQUlpQ2dBek15cUEhL1lCSkoxTkExTkk1MC13ISEvN19VNjUxM0ZIMjA4TDVDMDJUVUpLRVNRMjRMNw!!/?WCM_PORTLET=PC_7_U6513FH208L5C02TUJKESQ24L7_WCM&amp;WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/inalcalibray/InalcaSite/HorizontalMenu2/InalcaHistory3/storia/">Inalca SBS</a>: Multinazionale delle carni posseduta al 50% dal gruppo Cremonini e al 50% dalla brasiliana SBS SA (il più grande produttore al mondo di carni bovine). La Inalca trasforma 260.000 tonnellate di carne all&#8217;anno attraverso 6 stabilimenti in Italia, e 9 filiali estere presenti in Europa Russia, Africa.</p>
<p>Eccoli i fornitori di McDonald&#8217;s.</p>
<p>Eccoli, i &#8220;contadini&#8221;.</p>
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		<title>Sono agricoltore, rispetto i terreni che coltivo e pretendo che non mi vengano contaminati.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 18:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zaccaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Az. Agr. Zaccaria]]></category>
		<category><![CDATA[Risi e risicoltori]]></category>
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Image by Minouto via Flickr



Nei giorni scorsi ho appreso con un pizzico di stupore che un agricoltore friulano rivendicava il diritto di libertà di semina chiedendo di essere libero di coltivare cereali Ogm.
Sempre in quest’ultimo periodo abbiamo assistito a molte iniziative e teorie pro OGM, spesso superficiali perché troppo approssimative sulla realtà dei campi che è molto più complessa di quanto molti credano. In campagna c’è una tale variabilità ed imprevedibilità di eventi che non può che far comprendere come le certezze assolute siano estranee a questo mondo.
Le tanto “rassicuranti” ...]]></description>
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<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="display: block; width: 250px; margin: 1em;">
<div>
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 250px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.flickr.com/photos/26588515@N05/2992887150"><img title="OGM-GMO-1090226" src="http://farm4.static.flickr.com/3020/2992887150_5e28bd68b2_m.jpg" alt="OGM-GMO-1090226" width="240" height="160" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image by <a href="http://www.flickr.com/photos/26588515@N05/2992887150">Minouto</a> via Flickr</dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>Nei giorni scorsi ho appreso con un pizzico di stupore che un agricoltore friulano rivendicava il diritto di libertà di semina chiedendo di essere libero di coltivare cereali Ogm.</p>
<p>Sempre in quest’ultimo periodo abbiamo assistito a molte iniziative e teorie pro OGM, spesso superficiali perché troppo approssimative sulla realtà dei campi che è molto più complessa di quanto molti credano. In campagna c’è una tale variabilità ed imprevedibilità di eventi che non può che far comprendere come le certezze assolute siano estranee a questo mondo.</p>
<p>Le tanto “rassicuranti” fasce di rispetto che dovrebbero separare le coltivazioni ogm dalle convenzionali non sono altro che centri di veicolazione genica. Tutti gli studi che supportano le teorie pro ogm costituiscono solo una piccola parte della realtà.</p>
<p>La vita di un agricoltore è fatta di tanti diritti ma anche di altrettanti doveri, primo fra tutti il la salvaguardia del territorio. Per questa semplice ragione prima della libertà di semina viene il rispetto per l’ambiente e per chi ci lavora. Per alcuni purtroppo questo è un dettaglio poco significativo, anche all’agricoltura non manca chi pensa di potersi curare solo dei propri interessi.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6ef4f5e0-9ee9-427c-b4a1-e64e21e91763" alt="" /><span class="zem-script more-related pretty-attribution"><script src="http://static.zemanta.com/readside/loader.js" type="text/javascript"></script></span></div>
<div class="topsy_widget_data topsy_theme_brick-red" style="float: right;margin-left: 0.75em; background: url(data:,%7B%20%22url%22%3A%20%22http%253A%252F%252Fwww.agrycult.com%252F2010%252F02%252Fsono-agricoltore-rispetto-i-terreni-che-coltivo-e-pretendo-che-non-mi-vengano-contaminati%252F%22%2C%20%22style%22%3A%20%22big%22%2C%20%22title%22%3A%20%22Sono%20agricoltore%2C%20rispetto%20i%20terreni%20che%20coltivo%20e%20pretendo%20che%20non%20mi%20vengano%20contaminati.%22%20%7D);"></div>

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