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Olio extravergine (in progress)

18 settembre 2010 View Comments

Post by gianna

La rivista Salvagente della settimana scorsa aveva un articolo dedicato all’olio extravergine, ma non esaltarne le proprietà nutrizionali. Il titolo “Ma davvero è extravergine? L’olio italiano fa discutere gli Usa”, è piuttosto eloquente e sottolineava i risultati di uno studio condotto da diversi laboratori: l’Australian Oils Research Laboratorye l’ University of California, Davis Olive Center. Tra i vari campioni (14 brands importati e 5 brands di extra virgine made in California) analizzati utilizzando parametri in accordo con le indicazioni dell’International Olive Council (IOC), del Dipartimento dell’Agricoltura USA, e altri metodi adottati in Germania e Australia, c’erano marchi storici del Made in Italy come Bertolli, Filippo BerioCarapell. Marchi che sono esportati all’estero ma sono in vendita anche negli scaffali di supermercati e centri commerciali in Italia.

I saggi hanno evidenziato che una certa percentuale degli oli non rispettava gli standard di qualità degli oli extravergine facendo ipotizzare: episodi di adulterazione e miscelazione con oli raffinati e meno costosi, pessime qualità organolettiche dovute a processi ossidativi e/o all’uso di olive stoccate in modo improprio o danneggiate. Si legge tra le riche dell’articolo che “tra i bocciati, ci sono nomi eccellenti del made in Italy, come Carapelli, Bertolli, Colavita e Filippo Berio”.

Ma possiamo ancora considerare gli oli della Berio, Carapelli, Bertolli venduti negli USA come prodotti italiani? Carapelli e Bertolli sono di proprietà della spagnola SOS.

Un gruppo di ristoratori e chefs della California che hanno denunciato i messaggi ingannevoli e fuorvianti di diversi marchi. Bertolli, Filippo Berio, Carapelli, poi Star, Colavita, Mezzetta, Pompeian, Rachael Ray, Mazolla Safeway Selectsono accusati di vendere oli in pessime condizioni, rancidi e adulterati. Coinvolte anche catene di negozi e distributori, accusati di non aver verificato la qualità degli oli messi in vendita, nonostante i ripetuti articoli di denuncia apparsi sulla stampa negli anni precedenti.

Ne è derivata una azione di class action contro i produttori di olio Pompeian, Bertolli e Filippo Berio. Il Brand Bertolli copre circa il 40% del mercato USA, alla Salov va circa il 20%.

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