E la ricetta al tartufo più sfiziosa dei nostri Agrycultori è… (decidi tu!)
Post by Michele Vitale
Tre dei nostri Agrycultori hanno deciso di mettersi alla prova e svelare a tutta la nostra community le loro propensioni culininarie.
Ed eccole, in tutta la loro schietta bontà, le tre coraggiose ricette a contendersi il prestigioso premio: il tartufo nero Agrycult.
A te decidere chi sarà la nostra campionessa (o campione). Leggi, valuta e vota!
La votazione si chiude martedì 10 agosto.
1) Donatella Zampa con la sua Zuppa fredda di patate e porri al tartufo …nero estivo
Ingredienti per 4 persone: 6 porri, 2 patate grandi, 50 cl di brodo di carne, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 bicchiere di latte, olio extra-vergine, 1 tartufo nero estivo, sale, prezzemolo.
Preparazione: pulire i porri e tagliare a rondelle la parte bianca, far stufare il tutto con poco olio e il vino bianco. Quando i porri si saranno ammorbiditi, aggiungere le patate a fette ed il brodo; far bollire finché le patate saranno ben cotte.
Lasciare raffreddare, poi passare il tutto al mixer fino a ottenere una crema; aggiungere il latte, aggiustare di sale e mixare nuovamente.
Porre la zuppa in frigorifero per almeno un’ora; servire fredda, in fondine di coccio, aggiungendo dell’olio extra-vergine a crudo, lamelle sottilissime di tartufo nero estivo e qualche fogliolina di prezzemolo per guarnire.
2) Lilli Traversa con la sua Patate e fantasia (nome provvisorio)
Il tartufo ci dona un misterioso sublime onnipotente profumo che va tanto bene sui gusti forti (acciughe, selvaggina) quanto sui più tenui e delicati (tagliatelle fresche al burro e formaggio). La mia convinzione, però, è che esso propenda per i gusti delicati.
Allora, per 4-6 persone, prendete 4 grosse parate, sbucciatele, tagliatele a fette spesse come una matita, copritele appena di buon latte (di vera mucca e intero, mica di quella gialappa di latte «magro» che non sa di niente! e che fa bene solo al produttore- venditore!), con fiocchi di burro, sale e noce moscara, e lessate fino a giusta cottura (che non si rompano): il latte deve consumare quasi tutto e abbrunirsi un poco. Tagliate a fette una grossa cipolla (meglio viola) e imbiondirela nel burro, conservandola croccante.
In una reglia imburrata dal bordo basso (2 o 3 dita) mettete le vostre patate lesse (col poco sughetto bruno di latte e burro avanzato) mischiate con le cipolle imbiondite, a formare uno strato spesso 2/3 dita.
Sbattete poco in una fondina 5 uova intere, 3 cucchiai di panna liquida, pepe nero torchiato fresco e abbondante, e 2 cucchiai colmi di prezzemolo tritata grossolanamente osieme con fogliette piccole di salvia. Regolate di sale questa sbattuta e versatela sulle patate (niente formaggio!).
Passate in forno già caldo – o anche sul fuoco, coperchiato- per 10-15 minuti, fino a che le uova siano cremose ma ancora umide.
Con la pialletta, in stagione, tagliateci sopra generose sfoglie di tartufo nostrano. Avrete lavorato 1 ora, ma sarà tanta la bontà, che mangiando sentirete in cielo cantare e suonare gli angioletti buongustai.
Si può benissimo servire anche senza tartufi, fuori stagione!
3) Gustavo Segovia con il suo Risotto al tartufo nero (nome provvisorio)
Ingredienti:
* Brodo di vitello
* Burro 50g
* Cipolla
* Olio extra v.4 cucc.
* Parmigiano grattuggiato 60g
* Riso 400g
* Sale , pepe
* Tartufo nero 80g
* Vino bianco 2 bicchieri
Procedimento:
Fate rosolare la cipolla in una casseruola con olio e un pezzo di burro. Unite il riso e lasciatelo tostare per un minuto a fuoco vivace. Bagnatelo col vino e, quando sara’ evaporato, aggiungete 4 mestoli di brodo caldo . Cuocete poi per 15′ aggiungendo sempre il brodo . A fine cottura mantecate col burro rimasto, il formaggio e profumate col tartufo in scaglie.








