Diradare, sfogliare… Perché? (1)
Post by Elena Parona
Quando alla vendemmia – che quest’anno sarà un po’ tarda – manca ragionevolmente un po’ più di un mese (giorno più, giorno meno) nei vigneti della Basia si è lavorato per portare a termine il lavoro di un anno, diradando i grappoli e sfogliando le piante. Che significa e che senso ha questo lavoro? Proviamo a spiegarvelo in breve…
Diradare significa letteralmente eliminare una parte dei grappoli che la pianta sta portando a maturazione (nella foto potete vedere due piante, una prima del “trattamento” e una dopo). In questo modo si aiuta la pianta a produrre frutti migliori: il nutrimento che la pianta pùò apportare ai suoi frutti infatti servirà ad alimentare una minore produzione. L’uva raggiungerà così un grado zuccherino più alto ed una concentrazione maggiore di sostanze coloranti ed aromatiche (tannini e polifenoli). Ovviamente la resa di ciascuna pianta sarà minore, ma in questo modo l’uva arriva in cantina ricca di tutte le sostanze necessarie ad ottenere un prodotto di qualità, nel giusto equilibrio, evitando di dover intervenire successivamente con aggiunte o correzioni. In sostanza: meno uva in cantina, meno mosto in botte, vino migliore e più naturale in bottiglia.
Questa lavorazione ovviamente va ad integrarsi ad altre tecniche che si adottano durante tutto l’anno, come ad esempio l’inerbimento dei filari, ma questo magari ve lo spiegheremo nel dettaglio un’altra volta. Nel prossimo post cercheremo invece di spiegarvi perché stiamo sfogliando la vegetazione vicino ai grappoli…








