km zero?..pfui anzi, tsk,tsk!
Post by Francesco Travaglini
Chiunque abbia coniato lo slogan “km zero” ha costruito ad arte una grande contraddizione ed ipocrisia che di fatto, non ha prodotto alcun effetto benefico per l’agricoltura italiana.
In pratica tutto fumo: per consumatori e contadini.
Semplicemente perchè il km zero è sempre esistito (mercati coperti e-o mercati rionali) e da un punto di vista economico non può andare oltre il livello di valore aggiunto che da sempre apporta al settore agricolo.
Si ma il” km zero” è a basso impatto ambientale… meno co2 nell’aria…
Niente di più superficiale e falso.
Diversi studi (per esempio uno del Green Design Istitute, citato in questo post ) dimostrano senza troppa fatica che il canale di vendita e-commerce produce quantitativi di CO2 sensibilmente inferiori ai sistemi tradizionali di distribuzione.
Il motivo è addirittura banale: non ci sono passaggi intermedi ed i prodotti arrivano direttamente a domicilio senza far muovere nessuno se non il corriere con il suo furgoncino pieno di merce da consegnare.
Sarà suo interesse ottimizzare gli spostamenti e le consegne/ritiri sul territorio in funzione delle fermate che dovrà fare. Ovvio.
Poi approfitto di questo post per rispondere a Marco che sul blog di Gianna Ferretti, Trashfood, (grazie Gianna per il post!) giustamente osserva:
Bello il progetto, molto interessante, ma scusate se faccio una domanda: possibile che per un progetto così non si trovino, in Molise o dintorni, 40 famiglie?
Dalle mie parti (Firenze) queste operazioni sono fatte dai Gruppi d’Acquisto Solidale che sostengono i piccoli produttori biologici. Una provincia come Firenze ha la bellezza di 43 Gas (fonte http://www.gasfiorentini.it), tanto che da noi abbiamo le aziende agricole che a volte rimandano indietro le richieste dei Gas perchè non hanno abbastanza prodotti per tutti.
Bello il progetto, molto interessante, ma scusate se faccio una domanda: possibile che per un progetto così non si trovino, in Molise o dintorni, 40 famiglie?
Dalle mie parti (Firenze) queste operazioni sono fatte dai Gruppi d’Acquisto Solidale che sostengono i piccoli produttori biologici. Una provincia come Firenze ha la bellezza di 43 Gas (fonte http://www.gasfiorentini.it), tanto che da noi abbiamo le aziende agricole che a volte rimandano indietro le richieste dei Gas perchè non hanno abbastanza prodotti per tutti.
43 GAS in provincia di Firenze…
consideriamo che ogni gas raggruppa 100 famiglie in totale i gas fiorentini aggregano 4.300 famiglie (17.000 persone su 930.000 della provincia di Firenze)
I terreni agricoli della provincia di Firenze sono la bellezza di 230.000 ettari e più…
Se consideri che 200 mq di orto gestiti non in modo intensivo sono più che sufficienti per soddisfare il fabbisogno di verdure di una famiglia per un intero anno allora ogni ettaro basta a 50 famiglie.
Ai gas della provincia di Firenze basterebbero 86 ettari.. facciamo che altri 300 (esagerando) bastano alle nostre 4.300 famiglie per frutta, frumento, formaggi, olio ecc.
Se a 17000 persone bastano 480 ettari (!), per 930.000 persone abitanti della provincia occorrono 26.200 ettari (11% della superficie agricola) . Ne abbiamo altri 204.000 da utilizzare.
E la provincia di Firenze non è la Puglia o l’Abruzzo o la Calabria o la Sicilia quanto a produzioni agricole…
Facciamo questo ragionamento banale che appare finanche semplicistico, per spiegare che il nostro obiettivo non è semplicemente, nello specifico, raggiungere le 50 adesioni all’orto ma fare in modo che sia impiegata in modo razionale la maggior superficie agricola possibile utilizzando un modello distributivo che utilizza la rete e che non riguarda solo gli ortaggi ma tutto ciò che l’agricoltura italiana, i giardini italiani possono offrire.
E’ un’eresia? Forse, ma sicuramente sarebbe il massimo dell’ecosostenibilità! Altro che km zero….
Ed allora cosa aspettate ad abbonarvi all’orto?








