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La Moglie Ubriaca. Di come nasce un nome

20 marzo 2010 View Comments

Post by Elena Parona

E ancora di nomi si parla… Questa volta però, la storia l’abbiamo inventata noi. E anche se pur sempre di saggezza popolare si parla, questa storia suona decisamente più prosaica. Racconta di come può nascere il nome di un vino.

La Moglie Ubriaca è il nome che abbiamo voluto dare al nostro Chiaretto, ed è un nome che nasce un po’ per scherzo e un po’ per orgoglio, in risposta a quanti – in tante circostanze (e forse oggi non più così spesso) – a sentir parlare di vini rosati, storcendo il naso un po’ sprezzanti ci rispondevano: «No il rosé non mi interessa… è un vino per donne».

Ma il Chiaretto può essere un vino seducente e ingannatore: un vino di struttura, di un certo corpo, ma con il naso delicato di fiori, la bocca fresca, che quando il sole si fa più caldo è difficile dire no ad un altro bicchiere… E così, un bicchiere dietro l’altro, si sa come va a finire: che la moglie, da quanto le piace, si ubriaca! E con lei – non sia mai! – anche il marito (si! Proprio lo stesso che prima storceva il naso…)

E così, ci è piaciuto provare a trovare l’impossibile quadratura del cerchio, l’uovo di colombo, offrendo ai nostri amici, per una volta, l’occasione di potersi portare sulla tavola La Botte Piena (il nostro tradizionale rosso da uve Groppello, che nel paio trovò la sua identità) e La Moglie Ubriaca.

Il famoso detto popolare descrive infatti come impresa ardua – se non impossibile – quella del furbo cantiniere che vorrebbe avere sempre “la botte piena e la moglie ubriaca”.

Alla prossima occasione!

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