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Quanto è importante il cibo che mangiamo?

6 febbraio 2010 View Comments

Post by Michele Vitale

Quanto è importante ciò che mangiamo?

Per me, tantissimo.

Specialmente da quando, appassionandomi alle tematiche alimentari, mi sono reso conto della qualità delle informazioni sugli alimenti di cui normalmente disponiamo (o meglio, di cui NON disponiamo). Prendete un etichetta qualsiasi di una bistecca di vitello venduta al supermercato: solitamente l’etichetta ha nomi che evocano un paesaggio bucolico (“La fattoria di zia Pina”) le immagini richiamano verdi campi, colline soleggiate, ecc. ecc..

Ma la realtà, ahimè, è spesso molto diversa da quella rappresentata: animali allevati in batteria, in condizioni igienico sanitarie da paura, e con condizioni di vita disumane (si, lo so: stiamo parlando di animali).

Oppure prendete una mela di supermercato: come la stessa Coldiretti si vantava di affermare qualche settimana fa, tanta della frutta disponibile attraverso i consueti canali di distribuzione è stata colta settimane fa e mantenuta in celle frigorifere fino al momento della vendita!

E invece: avete mai provato a mangiare un frutto colto poche ore prima dal suo albero, e giunto alla sua naturale maturazione? miiiii! :-)

Beh, Agrycult vuole parlare di questo. Ed è per chi crede, come noi, che una zucchina  (del contadino) curva, magari bruttina a vedersi, ha un sapore migliore di una zucchina bella, dritta e lucidissima (a proposito, ma come mai la frutta al supermercato luccica così? mah!).

O per chi ancora non ci crede, ma vorrebbe saperne di più.

Allora benvenuti a bordo: iniziamo insieme questo viaggio allo scoperta del cibo. Quello vero.

  • http://www.etnografia.it alessandra

    Mi occupo di antropologia dell’alimentazione da alcuni anni e sono convinta sempre di piu’ che sia importante parlare di cio’ che mettiamo sulla tavola ogni giorno (e nello stomaco) a quante piu’ persone possibile; e’ indubbio che le strategie di marketing delle multinazionali del cibo abbiano modificato la nostra estetica del cibo ed i nostri gusti.
    E che il packaging fintobucolico di prodotti industriali inganni molti, moltissimi consumatori. Basti pensare all’olio di palma di moltissimi biscotti per bambini spacciati come all’antica e “genuini” e come quelli della nonna: invece nessuna traccia del tradizionale burro, basta leggere gli ingredienti.
    Fanno eccezione pochisimi biscotti tra cui quelli mitici del Lagaccio della mia infanzia, ancora buoni come quelli di una volta.
    Lo scorso anno ho raccolto le ciliegie di Burcei (Cagliari) in alcune c’era il verme, non vedevo il verme nella frutta da quando ero bambina…erano squisite, diverse, anzi biodiverse :)

    alla prossima, il sito mi piace molto e tornero’ a visitarlo,

    alessandra

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