Qualche parola sul vino
Post by Cristiana Galasso
Questo più o meno è quanto vado raccontando quando mi presento.
Allora: la mia aziendina si trova in Abruzzo e dunque produco Trebbiano e Montepulciano.
Il Trebbiano, cascasse la neve, non lo raccolgo finché non raggiunge almeno i 20° di zucchero, quindi a volte un po’ surmaturo (non dico appassito ma un po’ avanti con la maturazione), la vinificazione cambia a seconda che decida (meglio dire “che l’uva sia all’altezza”) di fare macerazione (il Lama Bianca) oppure no, però non uso lieviti, attivanti, enzimi o altre chimicherie varie (anche in vigna utilizzo solo poltiglia bordolese e zolfo).
Il montepulciano fermenta in vasche di cemento e poi affina o sempre in cemento (il Fante) oppure in legno (il D’Ugni). Poi c’è il cerasuolo (Lusignolo – perché quando riesce bene è davvero un vino che canta) che è il montepulciano vinificato in bianco, ossia un rosato.
Eccoli qui!

Per tutti i miei vini vale la storia dei senza lieviti, senza chimica, niente aggiunte, a parte quel tocchetto di bisolfito che è indispensabile per la sopravvivenza nel mondo del vino e scongiurare il trapasso negli inferi dell’aceto. Anche nella solforosa però resto molto al di sotto dei limiti del biologico.
Il totale delle bottiglie prodotte in un anno è al di sotto delle diecimila.
A presto la seconda puntata di “o campagola bella e l’inseparabile Zazzà”
Cristiana








